Oltre i confini della Memoria: perché siamo stati a Nizza per “La Giusta Causa”

A pochi mesi dalla presentazione del nostro percorso a San Miniato (che potete recuperare qui), il viaggio de “La Giusta Causa” continua. Non si tratta solo di un “seguito”, ma di un’attività di follow-up necessaria per nutrire quel lavoro di ricerca documentale e narrazione contemporanea che è il cuore del nostro progetto.

Il 22 e il 23 agosto 2026 siamo stati a Nizza. Molti potrebbero chiedersi: cosa c’entra una città della Costa Azzurra con la Resistenza toscana? La risposta sta nella convinzione che ci guida fin dall’inizio: ci sembra giusto e doveroso continuare a coltivare la memoria creando nuovi spunti, nuove fonti e nuovi campi d’indagine che vadano oltre il mero dato locale, per riscoprire quei fili invisibili che uniscono le storie di libertà in tutta Europa.

Perché Nizza? Protagonisti “minori” e storie europee

Il nostro progetto si concentra sulle “narrazioni meno conosciute” e sui “protagonisti minori”. Nizza, con la sua doppia occupazione (prima italiana e poi tedesca), è un laboratorio incredibile di queste storie.

Cercavamo tracce di un’identità comune e le abbiamo trovate nei nomi incisi sui monumenti. Ci ha colpito profondamente scoprire quanto la Resistenza francese parli anche italiano. Al Carré des fusillés de l’Ariane, un luogo solenne circondato dai cipressi dove i nazisti fucilarono 25 persone nell’estate del ’44, abbiamo letto i nomi di Victor Fernand Bocchiardo (figlio di Joseph e Anna Parodi) e Esther Poggio (nata da genitori italiani). Sono queste le vite che vogliamo raccontare nel nostro podcast: giovani che, pur in terra straniera, hanno fatto la stessa scelta dei nostri partigiani a San Miniato.

Il simbolo del 28 agosto: l’autoliberazione

Uno dei momenti più intensi è stata la visita al Carrefour du 28-Août. Ricordare questa data è fondamentale perché rappresenta il coraggio dell’insurrezione popolare. Il 28 agosto 1944, i cittadini di Nizza non aspettarono passivamente l’arrivo degli Alleati; presero le armi e costruirono barricate con le traversine ferroviarie proprio in quell’incrocio, per dimostrare che un popolo può e deve liberarsi da solo. È un esempio potente di cittadinanza attiva che risuona perfettamente con i valori di democrazia e partecipazione che promuoviamo con l’Associazione La Stazione.

Qui la pagina wikipedia sull’accaduto (in francese)

Il Carrefour oggi

Cosa ci ha colpito di più: la storia di Fernande Gaillard

Se c’è una storia che incarna il senso della nostra ricerca è quella di Fernande Gaillard. Nata a Nizza, Fernande lavorava nella polizia a Poitiers ma agiva come agente della Resistenza. Fu vittima di una tragica méprise: un gruppo di partigiani, non conoscendo il suo doppio gioco, la scambiò per una spia e la giustiziò nel luglio del ’44. Ci è voluta una ricerca storica durata oltre 70 anni per restituirle l’onore e la menzione di “Mort pour la France” solo nel 2017. Fernande è la “grande dimenticata” che finalmente torna alla luce. È questa la “Giusta Causa” che ci interessa: indagare le zone d’ombra della storia per restituire dignità a chi ha combattuto per la nostra libertà, anche tra mille contraddizioni.

Verso il termine del ciclo del progetto

Questa trasferta non è stata solo una visita, ma una fase operativa di rifinitura del nostro progetto, e in vista, perché no, di nuovi podcast e dello spettacolo teatrale che stiamo già preparando a fine anno.

Continuiamo a indagare, perché la memoria non è un monumento statico, ma un cammino che deve continuare a generare nuove domande.

Progetto realizzato con il sostegno finanziario della Regione Toscana – L.R. 38/2002.

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