Yoga for EVERY body – una mattina scorporatə

Sabato 12 marzo, si è tenuto il primo incontro tra le ragazze de La Stazione che seguono il progetto de La Gare du Vintage 2.0 e i collettivi Pomo di Venerə e Non Una di Meno Empoli: una bella sorpresa per tuttə e tanta voglia di ritrovarsi presto. Vi raccontiamo com’è andata.

In occasione della Festa internazionale della donna abbiamo deciso di organizzare un mattinata dedicata alla riflessione sui corpi, sulla loro fluidità e su alcune tematiche legate all’identità di genere. Come sempre cerchiamo di fare, abbiamo pensato ad altre associazioni e collettivi sul nostro territorio con cui collaborare, che meglio potessero aiutarci a veicolare questi valori: è così che è nato questo bell’incontro con Pomo di Venerə e Non Una di Meno Empoli, è così che è nato “Yoga for EVERY Body“.

Per imparare a conoscere il nostro corpo, dobbiamo prima di tutto muoverlo: è così che Giulia Spinelli ci ha guidatə, per aprire la mattinata, in una lezione fluida di yoga, dove inevitabilmente i corpi sono al centro dell’azione: diversamente da quanto siamo abituati, però, qua, il corpo diventa oggetto di attenzione grazie alla messa in atto della propria potenza e diversità. Muovendolo, lo ringraziamo per quello che riesce a fare e a dirci su noi stessə, riuscendo a dimenticarci della sua dimensione estetica e di tutte le complessità che si porta dietro.

Dopo la pratica, ci siamo rilassate con delle tisane e il primo sole primaverile, per poi continuare con il laboratorio “sCorporatƏ”, organizzato dal collettivo Pomo di Venerə e dalle compagne di Non Una di Meno Empoli. Anche qui i corpi, la fluidità dei loro confini e delle sue possibilità di cambiamento sono state al centro delle nostre riflessioni: attraverso un filo di lana passato dall’uno all’altro siamo riuscitə a creare un legame tra tutte le persone presenti, uno spazio inclusivo in cui ognuno di noi ha avuto la possibilità di sentirsi al sicuro, libero di presentarsi come più conforme al proprio sentito, con attenzione ai pronomi con cui ognuno preferiva essere riconosciuto. Pratiche derivate dai laboratori teatrali del Pomo, si sono rilevate utili per ristabilire contatto con la parte più ancestrale del nostro corpo e con un uso diretto e senza filtri di questo, liberandoci ancora una volta di timori e vergogne.

Momento finale della mattinata, ma pieno di riflessione, è stato quello in cui ci siamo posti degli interrogativi riguardanti le forme, gli usi e i giudizi che noi stessi o gli altri hanno sui corpi: dai commenti sui social sull’aspetto fisico, al lavoro delle sex workers, all’indesiderato cat calling, alla scoperta del piacere attraverso i sex toys. L’incontro si è chiuso con una domanda che ancora resta aperta: perché è necessario parlare di corpi?

Una prima risposta può essere questa: per amare i nostri corpi e prendercene cura anche quando il resto del mondo fa esattamente l’opposto, per conquistarci il nostro spazio (letteralmente fisico) nel mondo, per prendere controllo dei nostri corpi, ma alle nostre condizioni.

Soprattutto i corpi femminili e e quelli “queer” sono quelli che ancora tutt’oggi subiscono il peso semplicemente di esistere; vorremo nel futuro un mondo che davvero ci ama e ci capisce per quel che siamo, che ci incoraggia a prendere più spazio che possiamo e che incoraggi i nostri desideri e apprezzi le nostre imperfezioni.

Questo primo evento di Yoga for EVERY Body si è inserito nel calendario degli eventi legati all’8 Marzo del Comune di San Miniato in collaborazione con APS Frida – Donne che sostengono donne ed è finanziato grazie al contributo di Cesvot Toscana.

E’ ancora presto per poter svelare i nostri piani per il futuro ma l’intenzione è sicuramente quella di continuare questi laboratori e proporre altri Yoga for EVERY Body in futuro… restate connessə!

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